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La Fondazione “Le Costantine” ha sede presso la tenuta omonima che si estende per circa 34 ettari in agro di Uggiano la Chiesa, a due passi dal centro abitato di Casamassella, al confine con il territorio di Otranto, da cui dista appena 4 chilometri, e di Giurdignano, con il suo parco megalitico più importante d’Italia. Situata a ridosso della Valle dell’Idro, ricca di innumerevoli testimonianze degli insediamenti rupestri medievali del basso Salento, la Tenuta dista solo pochi chilometri anche dalle marine di Santa Cesarea, Castro, Alimini, ed infine di Porto Badisco, mitico approdo di Enea, custode delle pitture neolitiche più importanti d’Europa con il suo complesso carsico della Grotta dei Cervi.
Oasi di pace completamente immersa nel verde cangiante dei suoi boschi, uliveti, prati, macchia mediterranea e campi coltivati a cereali, ortaggi ed agrumi, tra ginestre profumate e cespugli di mirto, robinie, lecci, pini e tante rarità botaniche come la quercia Vallonea e le piccole orchidee selvatiche, la Tenuta offre a residenti e  visitatori l’opportunità di vivere a contatto con una natura rigogliosa ed incontaminata dove è bandito l’uso di concimi chimici e di antiparassitari e dove profumi e colori mediterranei sono esaltati dalla particolare sonorità di un silenzio fatto dalle voci della terra, delle piante e della fauna locale.
L’ambiente naturale che offre la Tenuta è ricco di sorprese, testimonianze di un’agricoltura antica, come i numerosi pozzi e le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, posizionati in modo da poter facilmente irrigare i campi e dissetare gli animali, l’apiario semicircolare in muratura, posizionato nell’agrumeto, e una serie di vasche in pietra per l’abbeveraggio degli animali e per altre pratiche della vita contadina ed artigianale; una piccola cripta nascosta nel bosco testimonia anche l’appartenenza dello stesso ad un territorio dove innumerevoli sono le testimonianze di insediamenti rupestri medievali.
Oltre il confine, l’azzurro mare di Otranto fa da cornice a questo scenario. Tutto l’insieme ha il magico potere di donare emozioni di un tempo passato e di regalare quell’energia vitale che solo la natura può trasmettere.
Qui, dove il tempo sembra essersi fermato, la tranquillità e la pace interiore che questa natura incontaminata profonde a piene mani a chiunque vi si addentri per lavoro, studio, vacanza o una semplice gita, è un’esperienza meravigliosa che resta impressa nell’animo di ognuno, insieme al ricordo del calore umano e dell’entusiasmo delle persone, dipendenti e volontari, che portano avanti le varie attività della Fondazione confermando la proverbiale accoglienza ed ospitalità del Salento.
Soggiornando presso la Casa per Ferie situata nella tenuta si potrà inoltre facilmente godere delle tradizioni locali, che si esprimono in sagre e feste patronali, e dei  profumi e sapori della cucina salentina, esaltati dalla modalità di coltivazione biodinamica praticata nell’azienda agricola della tenuta, da cui derivano i prodotti della terra utilizzati nella cucina della casa per ferie.

Partendo dalla Piazza V. Emanuele II di Casamassella, dopo aver costeggiato la Biblioteca Comunale, si imbocca Via Menotti e si prosegue per Via Le Costantine fino all’ingresso della Tenuta omonima che si apre sulla Via Giurdignano – Otranto.
Superato il cancello, si prosegue per un sentiero sterrato alla cui destra sono ben visibili coltivazioni di ortaggi (peperoni, melanzane, pomodori, carciofi) ed un uliveto di nuovo impianto. A sinistra, tra ulivi secolari, una diruta costruzione in pietra e, a perdita d’occhio, campi di orzo e grano misti ad oleandri colorati.
Proseguendo per il sentiero principale, costeggiato da vetusti pini ad ombrello, si può scorgere, in fondo, la Casa per Ferie denominata Casa di Ora, ottenuta dal sapiente restauro di una vecchia masseria, e, più a sinistra, la Casa Padronale, oggi sede di formazione, dove sono allocati gli uffici amministrativi ed il laboratorio di tessitura artigianale Giulia ed Arakne.
Prima di raggiungere lo spiazzo antistante la struttura ricettiva, sulla destra, si scorgono due  discese a terrazze di terra battuta e pietre, seguendo le quali si arriva nell’agrumeto, parato a nord da un bosco di lecci, ove si erge maestosa un’antica arnia in pietra di forma semicircolare, usata fino agli anni ’50 per l’allevamento delle api, le cui celle sono conci di tufo scavati orizzontalmente; nei pressi si può vedere anche uno dei tanti pozzi sorgivi disseminati all’interno della tenuta per l’irrigazione dei campi e, tutt’intorno, tante piante mellifere come il tiglio, l’alloro e il rosmarino.

Proseguendo oltre l’aranceto, si arriva ad un altro sentiero che costeggia il bosco e, svoltando a sinistra dopo aver riconosciuto molte altre piante aromatiche tipiche della macchia mediterranea, si può ammirare un raro esemplare di quercia Vallonea; in prossimità, lungo il canale di confluenza delle acque piovane, diverse vasche in pietra usate anticamente per l’abbeveraggio degli animali e le diverse funzioni della vita contadina. Continuando a sinistra, si arriva alle spalle della Casa per Ferie la cui cucina può utilizzare i frutti di un orto situato giusto al di là del sentiero che, piegando a destra, porta al bosco.
Alle spalle della Casa Padronale, un vecchio campetto di calcio ed un’antica aia testimoniano la vocazione sociale e produttiva della tenuta. Oltre le case, a perdita d’occhio, uliveti tra muri a secco, robinie, ginestre e, ritornando verso l’ingresso in direzione di Giurdignano, un meraviglioso piccolo lecceto ricco di muschi e licheni dalle infinite gradazioni di verde.
Lungo tutto il percorso, ed inoltrandosi nei sentieri secondari che menano al bosco che circonda la quasi totalità della tenuta, è possibile scoprire a seconda della stagione diverse varietà di funghi ( gallinacci, prataioli e addirittura porcini ), di fiori spontanei (ciclamini, orchidee, ginestre) ed arbusti tipici della macchia mediterranea (mirto, lentisco, cisto) e si potrà inoltre godere del patrimonio faunistico ( merli, gazze, tortore, fringuelli, cardellini, verdoni, cinciallegre, fanelli, falchetti) un tempo preda dei cacciatori della zona, ma oggi al sicuro in questa oasi protetta.
Come contorno a tutto questo, l’ospitalità del personale e dei volontari che a vario titolo collaborano con la Fondazione Le Costantine, e la possibilità di prenotare una visita guidata all’interno e negli immediati dintorni della tenuta, renderanno il vostro itinerario indimenticabile.
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Partendo dalla Piazza V. Emanuele II di Casamassella, dopo aver costeggiato la Biblioteca Comunale, si imbocca Via Menotti e si prosegue per Via Le Costantine fino all’ingresso della Tenuta omonima che si apre sulla Via Giurdignano – Otranto.
Superato il cancello, si prosegue per un sentiero sterrato alla cui destra sono ben visibili coltivazioni di ortaggi (peperoni, melanzane, pomodori, carciofi) ed un uliveto di nuovo impianto. A sinistra, tra ulivi secolari, una diruta costruzione in pietra e, a perdita d’occhio, campi di orzo e grano misti ad oleandri colorati.
Proseguendo per il sentiero principale, costeggiato da vetusti pini ad ombrello, si può scorgere, in fondo, la Casa per Ferie denominata Casa di Ora, ottenuta dal sapiente restauro di una vecchia masseria, e, più a sinistra, la Casa Padronale, oggi sede di formazione, dove sono allocati gli uffici amministrativi ed il laboratorio di tessitura artigianale Giulia ed Arakne.
Prima di raggiungere lo spiazzo antistante la struttura ricettiva, sulla destra, si scorgono due  discese a terrazze di terra battuta e pietre, seguendo le quali si arriva nell’agrumeto, parato a nord da un bosco di lecci, ove si erge maestosa un’antica arnia in pietra di forma semicircolare, usata fino agli anni ’50 per l’allevamento delle api, le cui celle sono conci di tufo scavati orizzontalmente; nei pressi si può vedere anche uno dei tanti pozzi sorgivi disseminati all’interno della tenuta per l’irrigazione dei campi e, tutt’intorno, tante piante mellifere come il tiglio, l’alloro e il rosmarino.
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